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Sostituzione caldaia agevolazioni e contributi 2013 2014

bottone_detrazione_caldaiaSfruttare l’ecobonus al 65% per dotare l’immobile di una caldaia a biomassa. Convenienza della caldaia a biomassa sommata alla convenienza delle detrazioni Irpef del 65%

Se si pensava di sostituire la caldaia alla propria abitazione con una caldaia a biomassa, il momento non potrebbe essere più propizio. In effetti l’Ecobonus 2013 per il risparmio energetico, sale al 65% rispetto al 55% previsto fino al 30 giugno. La proroga è stata fissata fino al 31 dicembre 2013.
Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65%. Percentuale che passerà al 50%, per i pagamenti effettuati dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.
Va ricordato che le spese sostenute prima del 6 giugno 2013 fruivano della detrazione del 55%. Dal 1° gennaio 2016 il beneficio sarà del 36%, cioè quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia. Trattandosi di riduzioni dall’Irpef e dall’Ires concesse per interventi “che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali”, possono riguardare le spese per la sostituzione della caldaia con una caldaia a biomasse.

Scegliere la biomassa anziché il gas è una scelta che potrebbe rivelarsi economicamente vantaggiosa e rispettosa dell’ambiente.

Ma cosa sono le caldaie a biomassa?  Vediamo quali sono i vantaggi e punti deboli delle caldaie a legna,caldaie a cippato e caldaie a pellet per la casa.

Optare per la caldaia a biomasse non è una scelta non al passo con l’avanzamento della tecnologia. I progressi tecnici nel campo non si sono mai fermati e una caldaia a biomasse può offrire la stessa praticità e comodità che offre una caldaia a gas con il vantaggio del risparmio energetico.

Una caldaia a biomasse ha un costo più elevato rispetto la normale caldaia a gas. Di converso il risparmio che permette nel tempo offre la possibilità di ammortizzare il maggior costo iniziale; l’ammortamento del maggior costo iniziale, oggi, è molto più semplice grazie all’incentivo dell’ecobonus 2013, una detrazione sull’Irpef del 65% del costo totale dell’impianto.

La scelta può rivelarsi conveniente, visto che un impianto a biomassa consente un risparmio che continua nel tempo slegato dall’andamento del prezzo di combustibili fossili, il cui prezzo è destinato ad aumentare costantemente.

Le caldaie a biomassa possono essere distine in base ai tre tipi di combustibile disponibili: legna, cippato (legno tritato derivante dagli scarti di segherie, falegnamerie e potature), pellet.

 

Caldaia a biomassa a legna

In questo caso intendiamo la caldaia a legna tal quale, così come viene prelevata in natura. I progressi della tecnica hanno portato alla messa a punto di caldaie a legna a gassificazione o a fiamma inversa. Questi tipi di caldaia a biomassa raggiungono rendimenti anche sopra al 90%, hanno l’accensione automatica, sono modulabili e si interfacciano perfettamente con un termostato. A differenza delle caldaie a gas, però, richiedono un minimo di lavoro e intervento umano per poter funzionare: è necessario caricare la legna anche un paio di volte al giorno, a seconda dello sfruttamento della fonte di calore; hanno la necessità di essere ripulite da cenere e residui più volte a settimana ed inoltre necessitano di una pulizia settimanale degli scambiatori, a meno che il modello non provveda autonomamente.

 

Caldaia a biomassa a cippato

La principale caratteristica delle caldaie a biomasse alimentate a cippato è la completa automazione del caricamento del combustibile. Questo avviene tramite una coclea di trasporto che lo immette direttamente in camera di combustione.

Quindi, come per le caldaie a pellet, è indispensabile la presenza di un silo di stoccaggio del cippato.

Se l’esigenza e quella di sfruttare l’ecobonus del 65% per l’istallazione di una caldaia a biomasse per un’abitazione singola, a meno che non sia molto grande, escludete già in partenza un impianto a cippato: richiede un sito di stoccaggio e un estrattore. Questa soluzione conviene solo per impianti da 50 kW in su: è l’ideale per grandi sistemi centralizzati, come quelli per un condominio, o per reti di teleriscaldamento che collegano più edifici.

Se è questo il vostro caso tenete conto che le caldaie a cippato presentano caratteristiche del tutto simili a quelle delle caldaie a pellet:

• caricamento automatico del combustibile

• possibilità di regolazione della potenza erogata

• ridotte emissioni in atmosfera

• bassa produzione di cenere.

 

Caldaia a biomassa a pellet

Il pellet è la soluzione ideale in moltissimi casi, a cominciare soprattutto dalle singole abitazioni. Il pellet dà la possibilità di avere unacaldaia a biomasse (e sfruttare le detrazioni del 65% previste dal Governo con l’ecobonus 2013), dimenticandovi di averla. Le più moderne caldaie a pellet sono completamente automatizzate, basta svuotare la cenere una volta all’anno e per il resto si gestiscono come una caldaia a gas. Il volume del pellet è notevolmente inferiore al cippato e, a seconda del modello, il caricamento del combustibile potrebbe essere fatto anche un paio di volte a settimana.

Avere una caldaia a biomasse e sfruttare l’ecobonus del 65%, quindi, è altamente fattibile. Si deve tener conto, però, che a differenza delle caldaie a gas richiedono:

•             sito necessario a stoccare il combustibile.

•             diametri della canna fumaria superiori a quelle delle caldaie a gas (non sempre)

•             un serbatoio d’acqua che accumula il calore, indispensabile per le caldaie a legna e consigliato anche per quelle a pellet (c.d. buffer)

•             acquisto di un sistema di regolazione che coordini, eventualmente, la caldaia con altre fonti, come i pannelli solari

Come detto, l’investimento iniziale per una caldaia a biomassa supera quello necessario per una normale caldaia a gas. L’investimento è il doppio e addirittura il triplo.

Oggi, con l’incentivo fiscale previsto fino a tutto il 2013, l’investimento può essere considerato come una validissima alternativa. Per rientrare nell’incentivo dell’ecobonus 2013 è necessario che la caldaia a biomasse abbia la classe 3 della certificazione EN 303/5. Il bonus statale del 65% è ottenibile sulla caldaia e sui lavori necessari all’installazione e, in molte regioni, sono previsti altri incentivi. L’investimento per un’abitazione – che è quasi sempre superiore ai 2-3mila euro – viene recuperato, grazie al risparmio garantito, in 3-6 anni.

 

 

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