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Gpl

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Il gas di petrolio liquefatto, comunemente ma erroneamente indicato anche come gas propano liquido (essendo il propano il suo principale, ma non unico, componente), in sigla GPL, è una miscela di idrocarburi alcani a basso peso molecolare. Il GPL è trasportato con autocisterna su strada,
ferrocisterna su ferrovia, e gasiera via mare.
La miscela è composta principalmente da propano e butano, con occasionale presenza di piccole quantità di etano o di idrocarburi non saturi, come, ad esempio, etilene e butilene.

 

Caratteristiche

Il GPL ha questo nome perché i componenti a temperatura ambiente e a pressione atmosferica sono allo stato gassoso: vengono liquefatti mediante compressione a pressioni relativamente modeste, comprese tra 2 e 8 bar, per ridurre l’ingombro e rendere più economico il trasporto. Il vantaggio che si ottiene è rendere la densità della miscela circa 250 volte la sua densità allo stato gassoso, riducendo così il volume a parità di massa (e quindi di energia producibile): questa logica rende possibile l’utilizzo di contenitori a pressione di dimensioni relativamente limitate. Per fare un esempio, una bombola da 40 litri di metano contiene circa 6 kg di gas, compresso a oltre 20 MPa (200 bar); una bombola di pari volume con GPL ne contiene circa 20 kg; di conseguenza l’energia fornibile è circa 3 volte superiore.
Il GPL è un combustibile facilmente reperibile, a basso impatto ambientale e con un’elevata resa energetica e calorifica. Esso è estremamente infiammabile, ma non è tossico.
Il GPL è considerato in genere come una fonte energetica tra le più pulite, poiché non inquina il suolo, l’acqua e le falde acquifere. Grazie a un basso contenuto di zolfo e a una combustione completa,con modeste quantità di residui, contribuisce a ridurre l’impatto ambientale determinato dall’inquinamento derivante dalla sua combustione, favorendo una migliore qualità dell’aria e una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Usi

Il GPL, per tutte le sue caratteristiche descritte, si presta molto bene a utilizzi di piccola e media combustione, come l’uso di cucina o del riscaldamento, in cui rappresenta l’unica alternativa valida
al metano; infatti lo si riesce a distribuire con reti canalizzate in cui società fornitrici dello stesso riempiono i serbatoi installati a monte dell’impianto (detti comunemente satelliti) con autobotti
e gestiscono i consumi pro-capite con l’applicazione di misuratori volumetrici (contatori).
Altro uso è nell’autotrazione individuale come l’automobile (in rari casi anche su scooter, fino alla cilindrata di 155 cc[2]) in cui, nei motori a ciclo Otto è l’alternativa più valida alla benzina,
avendo potere calorifico maggiore del metano a parità di peso immesso (anche se però il metano inquina meno), senza i problemi di corrosione che sono dati da metanolo ed etanolo.
Per queste sue proprietà, il GPL ha assunto una rilevante valenza economica con moltissimi addetti impiegati nelle fasi a valle della raffinazione – imbottigliamento,
distribuzione, produzione di serbatoi e valvole.
Trova utilizzo in svariati ambiti, tra cui quello domestico, per cucinare e riscaldare, industriale e agricolo, dove viene utilizzato principalmente per l’essiccazione delle coltivazioni e il riscaldamento
delle serre e degli allevamenti. In ambito industriale trova largo impiego nel settore della climatizzazione, del condizionamento e nella produzione di energia.
Il GPL è il combustibile che, attraverso reti canalizzate, serbatoi e bombole a differente capacità, sostituisce il gas naturale nelle zone rurali e nei piccoli centri urbani non raggiunti dai gasdotti.
Inoltre rappresenta la soluzione ideale per cucinare e riscaldare nelle case di villeggiatura e in campeggio.

Odore caratteristico

Il GPL è di per sé inodore e viene odorizzato con etantiolo, che gli conferisce un odore forte e acre, in modo che possano essere avvertite eventuali perdite anche senza l’apposita strumentazione
(Standard internazionale EN 589; Legge 6 dicembre 1971 n. 1083 – D.M. 7 giugno 1973 – Norma UNI-CIG 7133 edizione dicembre 1994). Oltre a essere inodore, il GPL è anche incolore: per questo la legge
obbliga le raffinerie o similari all’aggiunta di un colorante giallo, oltre all’odorizzante.